MailBrowserBackup è una semplice applicazione per effettuare il backup e il ripristino dei profili della maggior parte dei browser web e dei client email.
Con la nuova versione è stato introdotto il supporto a:
- Internet Explorer (seppur solo i segnalibri)
- Flock
- Opera
- Safari
- Chrome
- SRWare Iron
- Windows Live Messenger Plus!
e tanti altri programmi.
La settimana scorsa i ragazzi di Tuxradar hanno messo a confronto in alcuni ambiti le prestazioni di Ubuntu 8.10, Windows Vista SP1 e Windows 7 Build 7000 (beta).
Incuriosito dai risultati, ho voluto svolgere anch’io un test simile sulla mia macchina, un notebook DELL Inspiron 6400, mettendo però a confronto Windows Server 2008 (basato su Windows Vista SP1), configurato per uso desktop, e Ubuntu 8.10, entrambi in versione x86 a 32 bit.
La configurazione usata:
- notebook DELL Inspiron 6400;
- CPU Intel Core 2 Duo T7200 @2GHz;
- memoria RAM 2GB @667MHz Kingston;
- hard disk SATA 320GB Western Digital 7200RPM;
- scheda video ATI Mobility Radeon x1400 con 128MB di VRAM dedicata.
I sistemi operativi:
Windows Server 2008 SP1, filesystem NTFS, aggiornato all’11 Febbraio 2009 e senza alcun software aggiuntivo: niente firewall, niente antivirus, niente antispyware (Windows Defender disabilitato).
Ubuntu 8.10 Linux kernel 2.6.27-11, filesystem EXT3, Gnome 2.24.1, aggiornato all’11 Febbraio 2009 e senza alcun software aggiuntivo.
I software utilizzati per i test:
- SuperPI 1.1e;
- The GIMP 2.6.3;
- Audacity RC 1.3.7 + lame 3.98;
Risultati:
Calcolo del numero PI greco a 4 milioni di cifre:
Windows Server 2008 SP1 ———-> 2′ 24″
Ubuntu 8.10 ———————–> 1′ 50″
Copia da disco USB a HD interno di una cartella di 2.39GB, contenente 2430 file.
N.B: Il disco esterno USB è stato formattato prima in EXT3 per il test con Ubuntu e in NTFS, poi, per quello con Windows.
Windows Server 2008 SP1 ———-> 2′ 21″
Ubuntu 8.10 ———————–> 1′ 28″
Applicazione del filtro “Chiarore sfumato” di GIMP 2.6.3 su un’immagine JPEG di 8533×6400 pixels (3881 KB)
Windows Server 2008 SP1 ———-> 55″
Ubuntu 8.10 ———————–> 37″
Codifica traccia audio di 30min in MP3 @128Kbps con Audacity 1.3.7 (lame 3.98)
Windows Server 2008 SP1 ———-> 3′ 13″
Ubuntu 8.10 ———————–> 2′ 51″
Per carità, con questo test non voglio asserire la superiorità prestazionale di Ubuntu 8.10, anche perché sicuramente ci saranno delle applicazioni che su Windows vanno più veloci, però le differenze che ho potuto riscontrare sulla mia configurazione sono sicuramente significative, non credete?
In ogni caso, Windows Server 2008 SP1 risulta essere il sistema operativo di Microsoft più performante in questi test, superando il vincitore del precedente benchmark da me svolto: Windows Server 2003.
SharpDevelop è la suite di sviluppo opensource per l’ambiente .NET di Microsoft, alternativa a VisualStudio Express.
La nuova versione 3.0, rilasciata oggi dopo circa un anno e mezzo la 2.2.1, apporta un considerevole numero di novità e miglioramenti, tra questi spiccano il supporto a .NET 3.5, ad IronPython 2.0 – il porting di Python a .NET -, a F#, alla nuova versione del linguaggio Boo – la 0.9 – e il supporto alla compilazione in parallelo per sfruttare i processori multi-core.
SharpDevelop 3.0 richiede un sistema operativo Windows XP/Server 2003 o Windows Vista/Server 2008 con il framework .NET 3.5 installato. Il kit di sviluppo SDK di .NET 3.5, invece, sebbene consigliata, non ne è richiesta l’installazione.
Se volete gustarvi il lavoro del team di SharpDevelop, non vi resta che scaricarlo ed installarlo: SharDevelop 3.0 Buil 3800.
Curiosità:
Il Setup della versione 3.0 riporta la scritta “Release Candidate”, ma state tranquilli che quella che state installando è la versione finale 3.0 Build 3800.
Dopo poco meno di due mesi dal rilascio della versione per sistemi Intel/AMD a 32 bit, è stata pubblicata oggi la versione a 64 bit di Linux Mint 6 “Felicia”, la popolare distribuzione irlandese, basata su Ubuntu, che include di serie i codec audio/video, il plugin Adobe Flash e Sun Java. E sono proprio quest’ultimi due a rappresentare la novità più rilevante della nuova versione a 64 bit di Linux Mint 6: entrambi sono infatti nativi a 64 bit e questo significa che sarà possibile finalmente utilizzare Firefox a 64 bit senza appoggiarsi a nspluginwrapper, con ovvi benefici in termini di risorse occupate.
Linux Mint 6 x86_64 porta con sé tutte le novità già introdotte a Dicembre dalla sua gemella a 32 bit, vale a dire la nuova versione dell’ambiente desktop GNOME 2.24.1, Linux kernel 2.6.27 e X.Org 7.4.
Potete scaricare la nuova versione di Linux Mint 6 x86_64 dai seguenti mirror:
http://ftp.heanet.ie/pub/linuxmint.com/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://mirrors.cytanet.com.cy/linux/mint/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://cesium.di.uminho.pt/pub/linuxmint/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://mirror.sov.uk.goscomb.net/linuxmint.com/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://ftp.heanet.ie/pub/linuxmint.com/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://ftp.klid.dk/ftp/linuxmint/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
http://ftp.cc.uoc.gr/mirrors/linux/linuxmint/stable/6/LinuxMint-6-x64.iso
Diskeeper Lite 9 è un ottimo deframmentatore gratuito distribuito da Intel e basato sul più completo Diskeeper 9, che però è a pagamento.
La versione Lite, qui proposta, si differenzia da quella commerciale per la mancanza di alcune funzionalità, come ad esempio la deframmentazione automatica in background, che però, tutto sommato, non le ritengo assolutamente indispensabili. Come spesso avviene per le versioni Lite, tuttavia, la versione gratuita di Diskeeper presenta una noiosa finestra pubblicitaria all’avvio, che ci invita a valutare ed eventualmente acquistare la versione più completa di Diskeeper.
Per fortuna, grazie agli strumenti integrati in Windows XP, nel modo del tutto analogo come fatto per Antivir PE, è possibile bloccare la pubblicità in Diskeeper Lite 9, rendendo l’uso del software ancora più piacevole.
Come fare:
La procedura si differenzia a seconda della versione di Windows XP che avete.
Con Windows XP Home Edition:
La versione Home Edition di Windows XP è priva della possibilità di gestire i permessi di accesso a file e cartelle dalla finestra “Proprietà”. Tuttavia, un piccolo programma gratuito, qui segnalato, vi permette di implementare tale importante funzione presente all’origine soltanto nella versione Professional.
Dopo aver applicato la patch suddetta, aprite “Risorse del Computer”, fate doppio click sull’icona dell’hard disk (generalmente C:), aprite la cartella “Programmi”, aprite la cartella “Executive Software”, aprite la cartella “Diskeeper”, localizzate il file “ShowHtml.exe”, fate click con il tasto destro su di esso e scegliete “Proprietà”;
fate quindi click sul tab “Protezione”;
assicuratevi che il gruppo “Administrators” sia selezionato, quindi impostate le opzioni come in figura:

e premere “Applica” e poi rispondere “Si” alla successiva domanda.
Con Windows 2000, XP Professional e Media Center Edition:
fate click sul pulsante “Start”, quindi scegliete “Esegui…”
digitate “secpol.msc” e fate click su “OK”. Si è aperta ora la finestra “Impostazioni protezione locale”.
Fate doppio click sulla voce “Criteri restrizione software”; quindi tasto destro del mouse su “Regole aggiuntive” e scegliete “Nuova regola percorso”.
Fate click sul pulsante “Sfoglia” ed individuate il programma “ShowHtml.exe” (si dovrebbe trovare all’interno di questo percorso: “C:\Programmi\Executive Software\Diskeeper”). Ora, assicuratevi che il livello di protezione sia su “Vietate” e premete sul pulsante “OK” per terminare.
Non dovrebbe essere necessario riavviare.
ATTENZIONE:
disattivare la pubblicità di Diskeeper Lite 9, oltre ad essere una pratica poco corretta (il presente articolo vuole solo avere fini didattici), potrebbe vìolare la licenza d’uso del software.
Se volete evitare la pubblicità, vi invito ad acquistare la versione Home Edition o Professional di Diskeeper.
Il Defrag integrato in Windows XP, raggiungibile da Start–> Tutti i programmi –> Accessori –> Utilità di sistema –> Utilità di deframmentazione dischi, è basato su una vecchia versione del rinomato software Diskeeper, uno dei migliori programmi di deframmentazione a pagamento per i sistemi operativi di Microsoft.
Oggi, tuttavia, esistono deframmentatori ben più evoluti e soprattutto più veloci, ma purtroppo quasi nessuno di questi supporta l’ottimizzazione di Windows, che viene effettuata ogni tre giorni rielaborando il file Layout.ini all’interno della cartella Prefetch. La deframmentazione dell’hard disk con un software che non tiene in considerazione le informazioni contenute all’interno del file Layout.ini, come ad esempio JKDefrag, Defraggler, IoBit SmartDefrag, etc, comporta un peggioramento delle prestazioni del computer in fase di avvio e di caricamento delle applicazioni.
Per superare questo problema, abbiamo due possibilità: continuare a deframmentare il disco con un software gratuito suddetto e poi forzare l’ottimizzazione digitando nel Prompt dei comandi (Start –> Tutti i programmi –> Accessori) la seguente istruzione: “Rundll32.exe advapi32.dll,ProcessIdleTasks” oppure scegliere sin da adesso un deframmentatore gratuito che supporti nativamente l’ottimizzazione di Windows, come ad esempio Diskeeper Lite 9, che è una versione ridotta ma perfettamente funzionante di Diskeeper 9.
Potete scaricare gratuitamente Diskeeper Lite 9 dal sito della Intel oppure più facilmente con l’ausilio di questo semplice file batch, che ho scritto per voi: scompattatelo e lanciate il file StartMe.bat se avete Windows XP a 32 bit oppure StartMe_for_x64.bat se usate Windows XP x64 Professional.
Importante: spesso su internet si trovano alcuni consigli sbagliati su come ottimizzare le prestazioni del computer. I più popolari sono quelli di cancellare periodicamente la cartella Prefetch, disabilitare l’aggiornamento della data di ultimo accesso del filesystem NTFS, impostare a valori superiori a 3 la variabile relativa al Prefetch nel registro di sistema, etc, etc. Se per caso avete applicato al vostro Windows queste leggende metropolitane, vi consiglio di leggere questo articolo per ripristinare i valori come in origine.
P.S:
se volete eliminare la pubblicità che Diskeeper Lite 9 ci propone automaticamente all’avvio, qui c’è scritto come fare.

Tab "Protezione" in XP Pro
Questa funzionalità, tuttavia, è presente soltanto sulla versione Professional attraverso il tab “Protezione”, raggiungibile dalla finestra “Proprietà”; le altre, la Home Edition e la Media Center Edition, ne sono invece prive.
Questa mancaza rende molto complicato l’uso del computer con un account limitato, in quanto, anche se entrassimo come utente amministratore, non potremmo comunque impostare i privilegi di accesso e scrittura di determinate cartelle e file.
Per fortuna, esiste un piccolo programma gratuito che ci consente di superare facilmente questa limitazione.
Se volete avere a disposizione il tab “Protezione” sulla vostra copia di XP Home Edition o XP Media Center Edition, dovrete scaricare FileSecPatch (mirror) e quindi avviarlo.
Una volta aperto, tutto quello che dovrete fare sarà cliccare sul pulsante “Install Patch”: la modifica è istantanea e non necessita di riavvio. Se volete, invece, ripristinare tutto come prima e disattivare il tab “Protezione”, fate click su “Remove Patch”.

FileSecPatch in esecuzione
Vi è mai capitato di essere costretti a reinstallare Windows e a dover perdere il menù di avvio di Grub che permette di scegliere se avviare linux o Windows? Beh, immagino di sì.
In questi casi non è ovviamente necessario reinstallare daccapo la nostra distribuzione linux preferita, ma è sufficiente ripristinare il boot loader Grub, attraverso una procedura molto semplice in cui l’unica cosa richiesta è avere una distribuzione linux live (ovvero che si avvi direttamente da CD, tipo Ubuntu).
Come fare:
Bene. Supponiamo di avere a disposizione proprio un CD di Ubuntu.
Avviate il PC con Ubuntu e aspettare che arrivi al desktop. Andate ora sul menù “Applicazioni”–>”Accessori” e scegliete la voce “Terminale”.
Digitate sudo grub e premete invio. Ora, se non ci ricordiamo a che numero di partizione è quella “root”, digitiamo find /boot/grub/stage1 e ci verrà restituito un valore del tipo (hd0,1), dove, al posto di 0 e 1, ci saranno i numeri che identificano l’hard disk e la partizione.
Siamo arrivati alla fine: ora, tutto quello che dovremo fare sarà digitare root (hd0,1) – al posto di 0 e 1 mi raccomando mettete i numeri che vi ha restituito il comando find - e quindi setup (hd0), ovviamente, anche qui al posto dello 0, dovete mettere il numero dell’hard disk che vi ha indicato il comando find.
Ubuntu è una distribuzione linux, finanziata e sostenuta da Canonical Ltd di Mark Shuttleworth, che nel corso degli ultimi anni sta diventando sempre più popolare, tanto che per alcuni ormai Linux corrisponde ad Ubuntu.
L’ultima versione 8.10, tuttavia, eredita dalle precedenti una caratteristica alquanto fastidiosa ed inutile: il famigerato beep di sistema, emesso dallo speaker del PC, quando si termina la sessione di lavoro oppure quando si ripete per più del dovuto il tasto “delete” nel terminale.
Come potrete facilmente immaginare, usare Ubuntu in queste condizioni in luoghi particolari come le Biblioteche, può essere anche imbarazzante.
Vediamo quindi come porre fine a questa fastidiosa caratteristica, è molto semplice:
- aprite un terminale, dal menù “Applicazioni” –> “Accessori”
- digitate il seguente comando:
echo “blacklist pcspkr” | sudo tee -a /etc/modprobe.d/blacklist
Dopo aver digitato la vostra password utente, dal prossimo avvio non avrete più il temuto beep di sistema.
Se invece siete già arrivati al limite della sopportazione e volete sin da subito eliminarlo, ricordatevi di digitare subito dopo anche questo comando:
sudo modprobe -r pcspkr
Andrea Casamassima accusava il premier di aver fatto a«Porta a Porta» dichiarazioni poi non rispettate
MILANO – «Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi nel “Contratto con gli italiani” non hanno valore contrattuale». Con questa motivazione il Tribunale civile di Milano ha dato torto a un cittadino che aveva citato in giudizio il premier per mancato mantenimento di promesse elettorali.
La singolare causa era stata avviata da Andrea Casamassima, che accusava Berlusconi di aver fatto dichiarazioni non rispettate nel corso della trasmissione «Porta a Porta» dell’8 maggio 2001. In quella occasione, Berlusconi aveva dato lettura del «Contratto con gli italiani», in cui si impegnava a non ripresentare la propria candidatura se al termine dei cinque anni di governo non fossero stati raggiunti i traguardi enunciati. Malgrado tali promesse non fossero state realizzate, Berlusconi sarebbe rimasto in lizza nelle successive elezioni politiche. Da qui una richiesta di risarcimento simbolico formulata nella misura di 5 mila euro. Richiesta però resopinta dalla prima sezione del Tribunale civile, secondo la quale – come detto – quelle dichiarazioni non potevano avere valore contrattuale. Per effetto di questa decisione, il promotore della causa è stato condannato a pagare 500 euro al presidente del Consiglio oltre alle spese di giudizio fissate in 7.551 euro.
Fonte: Corriere.it









